Scusi, quanto costa?
Il 30 di aprile Kate Moss si trovava in Oxford Street a Londra, per l’inaugurazione di Topshop, il negozio di abbigliamento dove è possibile trovare la sua collezione. Sua nel senso che per reclamizzare la marca Kate ha intascato tre milioni di sterline (circa 4 milioni e mezzo di euro).
Per contrastare la mitica (?) felpa H&M, indossata e, chissà, forse addirittura disegnata da Madonna, la top model si presta come testimonial di prodotti non troppo curati nelle cuciture.
La belle indossatrice dà il nome a collanine e ombretti di plastica che brillano più di altri nel panorama accessori, grazie all’associazione mentale che milioni di ragazze faranno, tra il suo volto, fotografato dai maggiori tabloid inglesi e internazionali, e uno scadente rossetto color geranio.
Ebbene sì, io c’ero, ma confesso che mi trovavo da quelle parti per caso, al contrario delle adolescenti in coda dalla mattina, che passavano il tempo leggendo riviste, e (che emozione!), rilasciando commenti alle televisioni, del tipo: “I want to get first pick. I’m a fan of Kate Moss and I usually shop at Topshop. I’ve seen previews and stuff in photos but I don’t know what I want yet”. Che è come dire: “Essendo io una fun di Kate, devo assolutamente essere tra le prime a scegliere qualcosa, anche se non so cosa, io voglio comprare!”.
Via libera allo shopping sfrenato allora, e tutti col fiato sospeso, quando una delle donne più desiderate del mondo si è affacciata in vetrina per 10 secondi (così dicono, io veramente non ho cronometrato).
Spero per i proprietari del Topshop che gli affari vadano davvero bene, vista la cifra che ha ricevuto, forse Kate almeno un minuto in vetrina poteva starci...