Entr’acte, giocando con il movimento
René Clair, 1924
Un film che ho scoperto girovagando fra le opere del periodo espressionista della Tate Modern a Londra. Secondo la definizione fornita da Wikipedia, l’espressionismo è “la propensione di un artista a privilegiare, esasperandolo, il dato emotivo della realtà rispetto a quello percepibile oggettivamente”, ed è facile intuire come nel cinema la realtà possa venire distorta. Entr’acte è una giovane pellicola di René Clair in bianco e nero che gioca allegramente con la moviola, e, senza ovviamente l’aiuto del parlato, scatena un travolgente effetto comico, molto lontano da Charlie Chaplin.
Da quando, nel 1895, il primo pubblico ad entrare in una sala cinematografica scappò poco dopo per la paura di vedersi venire incontro un treno in corsa, il cinema è cresciuto tramite esercizi di stile sul movimento, la sua vera essenza. Ogni novità tecnica è nata da esigenze narrative: il montaggio dall’esigenza di chiarire la trama inserendo dialoghi scritti e didascalie, quindi è diventato un elemento fondamentale di espressione, dai primi rudimentali effetti speciali, fino a diventare una disciplina a se stante.
Vedere Entr’acte senza andare a Londra: www.ubu.com/film/clair.html
Sito ufficiale della Tate Modern a Londra: www.tate.org.uk
(Geena - redazione di Queigiorni.it, 2 maggio 2007)