Sex and the City
Candace Bushnell, Arnoldo Mondadori Editore
Lincipit è buono: Benvenuti nellEtà della Non-Innocenza. Le luci di scena che facevano da sfondo ai convegni gonfiabustini di Edith Wharton sono ancora accese, ma il palco è deserto. Nessuno va a fare colazione da Tiffany, e nessuno ha storie da ricordare: noi facciamo colazione alle sette del mattino e abbiamo storie che cerchiamo di dimenticare il prima possibile. Comè che ci siamo messi in questo casino?.
Male accolto dalla critica delle lettrici, che si aspettavano di ritrovare la verve e lironia dellomonima serie prodotta dalla HBO. È innegabile che, fino al 2004, il telefilm ha tenuto compagnia alle donne di molti paesi, trasportandole nella magica atmosfera della Grande Mela, tanto che il libro a cui si sono ispirati gli autori non risulta allaltezza, e delude. Almeno se tra le pagine del libro si cerca la stessa storia, quella della New York a cavallo degli anni Novanta e Duemila.
Le vicende e i personaggi descritti, restituiscono un ritratto fedele della City, fino alla prima metà degli anni Novanta, con vari aneddoti sugli anni Ottanta. Candace Bushnell è loriginale Carrie Bradshaw, una scrittrice che, proprio come un investigatore privato, cerca la verità su relazioni e sesso, con cinismo, obbiettività, curiosità.
A tratti i capitoli si avvicinano a un tipo di indagine sociologica che gli esperti del settore chiamano osservazione partecipata, per cui la Bushnell osserva da lontano il comportamento di uomini e donne della nuova borghesia Newyorkese, bella e ricca. Talvolta invece lautrice utilizza il puro gossip, piegandolo a forza alle esigenze di coerenza narrativa, per capire, e spiegare senza mezzi termini, le dinamiche sentimentali e sessuali della vita (quasi sempre) di coppia.
La traduzione, a quattro mani, non è proprio felice e ledizione risulta nel complesso poco curata.
(Veronica Della Rocca - redazione di Queigiorni.it, 27 luglio 2007)