La confraternita delluva
John Fante, Einaudi, 2004
Un libro da divorare in poco tempo, possibilmente accompagnato da un buon vino, filo conduttore di una storia intima e autobiografica.
Punto centrale della narrazione è Nick Molise, vecchio padre autoritario, raccontato da un uomo che desidera solo scappare, per non dare sfogo alla rabbia che ha coltivato nei suoi confronti, sin da bambino.
Ogni tentativo di fuga sarà vano, e il protagonista dovrà affrontare il tramonto di una figura ingombrante, motivo di vergogna e imbarazzo.
Dal canto suo Nick vive con passione i suoi ultimi giorni, possiamo pure dire che vive in maniera dissoluta e dissennata, dando però luogo a episodi straordinari, comici e, al tempo stesso, commoventi.
I ricordi dellautore creano personaggi di cui è facile innamorarsi: la mamma, ad esempio, che pur nelle situazioni più tragiche, non abbandona la sua cucina. È dipinta come una maga, esperta alchimista dei sapori italiani, con cui riesce a tenere unita la famiglia, almeno intorno alla tavola.
I membri della confraternita meriterebbero una recensione a se stante, basti citare il ritratto che lautore fa di Angelo Musso, vignaiolo in fin di vita, adorato come una divinità dagli amici, creatore di un vino ultraterreno.
John Fante, scrittore della East Coast di origini abruzzesi, in Italia ha ricevuto tardi il dovuto riconoscimento. Vale la pena assaggiare i suoi romanzi, magari approfittando delle vacanze natalizie.
(Geena - Redazione di Queigiorni.it, 5 dicembre 2007)