Una rondine no, ma un film sì che fa primavera
Come in cucina è preferibile mangiare frutta e verdura di stagione, anche per i film vale lo stesso principio. Ci sono storie che vanno bene con il freddo, ad esempio meglio addentrarsi nell’atmosfera thriller un pomeriggio d’inverno, soprattutto se fuori piove, mentre la vitalità di Monsoon Wedding va goduta in un cinema all’aperto, sotto le stelle.
La commedia “happy end” che scatena facili risate, è la perfetta conclusione per il pranzo di Natale e, a meno che voi non siate nell’emisfero australe, ora la distribuzione prevede film di primavera.
Wong Kar Wai, autore di film criptici (e bellissimi) come In the mood for love e 2046, torna nelle sale con Un bacio romantico, che vede protagonista il rampollo hollywoodiano Jude Law, circondato da un tris di donne: Natalie Portman, Rachel Weistz e Norah Jones. Un nuovo, emozionante, viaggio nei sentimenti, che vuole esplorare una delle tematiche più care al regista, ovvero la distanza tra le persone.
Torna nelle sale una donna da Oscar, Jodie Foster, nei panni di una scrittrice che vive di romanzi d’avventura, anche se in realtà soffre di molte fobie che da tempo non la fanno uscire di casa. La lettera di una piccola fan è la molla che dà inizio alla storia che la porta Alla scoperta dell’isola di Nim. Si tratta di un fantasy da lasciare col fiato sospeso, un genere che la Foster non aveva mai voluto interpretare, e siamo contenti che si sia lanciata nell’avventura.
Se siete donne, come presumo, e vi piace il genere documentario, potete scegliere Vogliamo anche le rose, di Alina Marazzi, che ci racconta i cambiamenti del mondo femminile a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta, non senza qualche riferimento alla società attuale.
Anche nella fiction abbiamo qualche buon film “made in Italy”, come Colpo d’occhio, di e con Sergio Rubini, un uomo troppo brillante (e anche affascinante) per poter deludere. Riccardo Scamarcio, attuale sex symbol nostrano, è un giovane scultore di talento, combattuto tra la voglia di fare carriera e l’amore. Il mondo dell’arte, quella dei galleristi e dei critici, viene messa a nudo, e la finzione è la vera protagonista del film, con cui, velatamente, Rubini racconta il nostro paese.
(Cinevora - redazione di Queigiorni.it, 3 aprile 2008)