How to be a Betty Boop
How to Be a Betty, The Ultimate Guide to Unleashing Your Inner Boop!, Sherrie Krantz, Ballantine Books 2005
La donna più sexy mai disegnata da penna umana nasce nel lontano 1930 dalla fantasia irriverente dei Fratelli Fisher. Dopo un rapido successo e un po di interventi della censura, è costretta ad abbandonare la carriera appena nove anni dopo. Non si direbbe, data la fama di cui gode ancora adesso.
I fratelli Fisher lavevano voluta sexy, dolce, ribelle, libera e ironica. Niente a che vedere con i personaggi danimazione più in voga allepoca, ovvero teneri animaletti, bimbi paciosi, mamme amorevoli dai lunghi capelli biondi e paparini muscolosi dalla mascella larga e lo sguardo delluomo del sogno americano.
No, lei era decisamente un personaggio jazz, capelli corti, vestitini attillati, curve mozzafiato e una seducente giarrettiera bene in vista.
Infatti, nonostante il favore del pubblico, per sbarcare il lunario, fu costretta a cambiare un po abitudini. Prima di tutto gli abiti si fecero più succinti, poi le fu affiancato un bimbo e le storie in cui era coinvolta cominciarono a comprendere soprattutto avventure casalinghe.
Non cè da stupirsi se Betty decise di ritirarsi e preferì diventare un mito, invece che avvizzirsi tra le pareti domestiche.
E un mito lo è diventata davvero. Nonostante la censura.
Dal suo sito ufficiale, http://www.bettyboop.com/, vengo a sapere che esistono una quantità di gadgets e vari tipi di merchandising che lo sfruttano fino allo sfruttabile.
Ma la notizia che mi diverte di più è di sicuro lesistenza del libro How to Be a Betty, The Ultimate Guide to Unleashing Your Inner Boop!
Lautrice, una certa Sherrie Krantz, assicura che il libro svela a ogni aspirante Betty Boop tutti i trucchi per arrivare ad essere proprio come lei.
Dallelenco delle cose che promette di insegnare, però, mi viene il dubbio che si sia ispirata soprattutto alla Betty Boop stereotipata degli ultimi tempi.
Per esempio: come attirare gli amici e sedurre gli amanti, oppure come impressionare il tuo capo e i capi del tuo capo...che tristezza!