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Esiste una ricetta contro la gelosia?

28 May

Cara Geena,
sto col mio fidanzato da tre anni e non sono mai stata una persona eccessivamente gelosa. Forse sarebbe meglio dire che non ha mai dato motivo di preoccuparmi. Ultimamente sono entrati in gioco altri personaggi femminili, uno dietro l’altro: la nuova collega d’ufficio che è simpatica, la vicina del piano di sopra che è single, la sorella di una amico comune che la domenica puntualmente lo chiama per sapere che film andare a vedere…Insomma, mi sento attaccata su tutti i fronti. Non credo di essere paranoica, ma sto scoprendo in me sentimenti che non immaginavo di poter avere. All’inizio ci scherzavamo su, poi le mie battute hanno incominciato a infastidirlo, e adesso l’argomento è diventato tabù, lasciandomi nel panico più completo.
Sono paranoica? Ma, soprattutto, esiste una ricetta contro la gelosia? Grazie
Viola

Cara Viola,
la gelosia è qualcosa di inspiegabile e perfettamente normale allo stesso tempo. Conosco donne (e uomini) che hanno sempre dichiarato di non essere affatto gelose. Ma prima o poi le ho viste in preda al sospetto, e in qualche caso sono arrivate al pedinamento, una delle umilizioni peggiori che ci si possa infliggere.
Perché la gelosia è un sentimento, e in quanto tale può sfuggire al controllo umano. L’ossessione inizia quando invece di chiedere si interroga, perché vuol dire che la fiducia nell’altro non è più la stessa. Si vuole sapere per tranquillizzarsi, ma l’effetto ottenuto è esattamente il contrario: se la risposta non è quella giusta si sta ancora peggio. E la risposta non è quasi mai quella giusta, perché nel mentre si è sviluppato un fiuto da agente segreto: si analizza il tono delle parole, lo sguardo, la mimica corporea.
E chiunque si senta inquisito diventa nervoso.

Che io sappia, ancora oggi non esiste una ricetta efficace contro la gelosia, ma solo qualche palliativo per non arrivare sull’orlo di una crisi di nervi.
Ma il punto è: se lui nega, perché offrirgli l’occasione di confessare e scaricare la coscienza?

La mia prozia arrivò al cinquantesimo anniversario di matrimonio senza dare ascolto alle voci di paese.
Per lei le scappatelle del marito non erano importanti, almeno così sembrava. Però se per cena non era seduto a tavola con la famiglia, faceva le valigie, e per una settimana andava a riposarsi in albergo.
A spese del marito, naturalmente.


 

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