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Non una semplice mostra05 December Alla fine ci sono andata e mi è proprio piaciuta. Vorrei tornarci ancora una volta prima che chiuda. Parlo della mostra di Tino Sehgal, ve ne ho parlato qualche settimana fa, vi ricordate? Ecco, a dire la verità, parlare di "mostra" mi suona strano. Se dovessi trovare una definizione per quello che ho visto, anzi, vissuto, userei l'espressione azioni d'arte, anche se sicuramente l'artista non gradirebbe. Immaginatevi di arrivare all'indirizzo che avete trovato sul sito della mostra e non trovare nemmeno un poster, un cartello, una brochurina che vi confermi che siete proprio nel posto giusto. Ovviamente io ero già convinta di aver sbagliato (perché lo sanno tutti che mi perdo sempre e sbaglio spesso indirizzo) ed ero rassegnata a vedere un'altra mostra. Poi vedo una coppia uscire da una porta a vetri. Ridevano e dicevano "ma che tipo questo Sehgal!". Quindi mi sono confortata e sono entrata. ![]() All'entrata mi accoglie una guardia museale (si chiamano così? Boh!) a cui chiedo "E' qui la mostra di Tino Sehgal, vero?" e lei, con aria seria e professionale, mi risponde "Eco-multe per eco-furbi, Tino Sehgal 2008". Io naturalmente penso di non avere capito e le dico "Scusi???" e lei, impassibile, "Eco-multe per eco-furbi, Tino Sehgal 2008". A quel punto, sicura di essere arrivata nel posto giusto, le rispondo "Grazie!" , lei annuisce e io proseguo. Nella prima sala in cui entro, non stava succedendo nulla. Alle pareti i quadri della collezione permanente di Villa Reale e, qua e là, qualche scultura. Dò un'occhiata fugace alle opere e mi avvio verso l'altro salone, dove sento che sta succedendo qualcosa. Infatti ecco l'opera di cui avevo letto, le tre guardie museali che saltellano intorno agli avventori cantando "This is so contemporary, contemporary, contemporary!". Una delle tre è un'attrice che conosco bene e ci scambiamo uno sguardo divertito. Gli altri (un uomo e una donna) sono chiaramente due vere guardie museali e hanno proprio l'aria di divertirsi un sacco. Ora non sto a raccontarvi tutte le altre opere, ma quello che vorrei dirvi è che ho scoperto che l'arte contemporanea, quando funziona, ha la capacità di modificare un ambiente in maniera totale. Il fatto che ci fossero persone che facevano accadere delle cose, che ti parlavano, che agivano al passaggio degli avventori e che queste persone (alcune sono guardie museali, altre sono artisti scelti attraverso centinaia di provini) fossero in mezzo a opere d'arte rinomate, rendeva tutto più vivo. ![]() Il mio sguardo sulle opere per cui non ero venuta, quelle della collezione permanente, si è trasformato nel corso della visita. I miei sensi, sollecitati in maniera diversa, erano più aperti. La stessa cosa vedevo succedere negli altri e, soprattutto, le guardia museali (continuo a chiamarle così, anche se non so se è giusto), quelle non coinvolte nelle performance, erano molto accoglienti, contente, desiderose di raccontarti qualcosa delle opere, sia di quelle di Sehgal che di quelle della collezione, ma anche sulla storia di quelle stanze (alcune davvero bellissime) e della vista che si gode dalle loro finestre. Ecco, è tutto questo che mi ha divertita e interessata. Ultima cosa, oggi ho scoperto che la frase che dice la signora all'entrata cambia ogni giorno e viene presa dai titoli dei giornali, chissà cosa mi dirà la prossima volta? Commenti: 0
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