|
|
|
Ci mancava il tecnostress...
19 March
Io non lo sapevo, non me n'ero accorta, pensavo fosse un problema di scarsa organizzazione personale, invece ho scoperto che sono malata di tecnostress.
Beh, un po' ne sono sollevata, perché se è così...mi basterà aderire all'invito lanciato da Netdipendenza Onlus e stare per un giorno intero lontano da internet, posta elettronica e cellulare, per iniziare il mio percorso di guarigione.
Probabimente negli USA hanno già i gruppi di ascolto per questo tipo di dipendenza, una specie di Tecnostressati Anonimi. Mi immagino il discorso che dovrei fare al primo incontro con gli altri: "Ciao, mi chiamo Geena e non accendo il computer da tre ore". Seguirebbero applausi, sorrisi complici e incoraggiamenti.

A parte le battute sciocche, devo ammettere che non è vero che non mi sono accorta di essere sempre più tecnostressata. Ma sono anni che me ne rendo conto e cerco di farci qualcosa.
Il campanello d'allarme non è stato un malessere fisico come quelli di cui ho letto sul sito http://www.netdipendenza.it/, ovvero: problemi di concentrazione, irritabilita, disturbi gastrointestinali, tachicardia, insonnia, respiro corto, mal di testa, tendenza all'isolamento...(aggiungerei gomito del tennista, non scherzo, m'e venuto davvero per colpa del portatile...).
Il mio personale campanello d'allarme è arrivato ben prima del web 2.0, dei social network, di Facebook, Youtube e compagnia bella.
Era primavera, lo ricordo bene. Mi dondolavo sull'amaca nel giardino di quello che all'epoca era il mio amore. Il cielo era perfetto come la giornata che stavo trascorrendo. Alzando gli occhi al cielo, il mio pensiero è stato: che bello...è proprio come lo screensaver del mio computer (orrore!).
È stato in quel momento che ho capito il grande pericolo che stavo correndo e ho preso coscienza.

Comunque, questo non toglie che io passi molte (troppe) ore davanti al pc, soprattutto per lavoro, ma anche per me. Non sono "guarita" e nemmeno lo voglio, perché significherebbe essere tagliati fuori dal mondo, o almeno dal mondo in cui mi è capitato di vivere e lavorare.
Il web ancora ha il potere di entusiasmarmi, affascinarmi e di farmi riflettere come quando ho cominciato a frequentarlo, ma cerco di non farne un protagonista assoluto della mia vita quotidiana.
Sono consapevole che non per tutti è così. Purtroppo non esistono ricette per non cadere nelle dipendenze, ogni epoca ha le sue trappole e le sue ragnatele, credo. Noi siamo finiti nel web, ma tra le tante, forse, non è la peggiore.
Commenti: 2
Aggiungi un tuo commento
|
|
|
Scritto da: TenderChiara il 27 March
Scritto da: pepita il 12 June