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Primaverili sorprese...

26 March
Mai come quest'anno la primavera è arrivata puntuale. Tutti si stanno ancora lamentando del freddo (o del caldo, perché bisogna sempre avere almeno una scusa atmosferica per giustificare il proprio scontento), ma a me pare che siamo proprio in orario.

Camminando per la strada, anche quando il ritmo della giornata e dei miei ritardi non lo permetterebbero, non posso impedirmi (e non lo voglio) di fermarmi a guardare i rami degli alberi pieni di germogli e le nuvole bianche che corrono veloci nel cielo azzurrissimo di questi giorni ventosi e belli.

Nell'aria poi ci sono nuovi odori, impossibile non sentirli. Non è necessario, credo, essere nati in provincia o in campagna per distinguere l'odore dei fiori sbocciati nelle aiuole e quello degli alberi fioriti (...mmmm).

Ma non era di questo che volevo scrivere. In realtà avevo voglia di dirvi che oggi ho fatto un incontro inaspettato e molto piacevole. Ero al parco vicino all'ufficio e avrei pagato più o meno qualsiasi pegno pur di non dover abbandonare quel prato (e tutto quello che lo rendeva in quel momento un posto paradisiaco). Eppure dovevo tornare al mio lavoro e così, mi sono fatta forza e mi sono alzata.

È stato in quel momento che ho sentito una voce alle mie spalle che diceva: Vi piacciono le poesie? Le leggete? (con me c'èrano un paio di colleghe). Era un uomo, forse sulla quarantina, alto, tranquillo, sorridente e anche molto bello.

Libri di Lorenzo Mullon

Dopo un istante ci stava già recitando le sue poesie, non mancando di dirci anche dove le aveva composte. A me le sue poesie sono piaciute. Mi hanno dato un senso di positività prezioso e raro. Mi pento di non aver comprato una delle sue raccolte (le rilega lui e sono molto belle). Spero di poter rimediare incontrandolo ancora.

Ah, il suo nome è Lorenzo Mullon e questa è una delle poesie che ha recitato per noi:

Un giorno sapremo
abbracciare il cielo
senza restare
a mani vuote


Commenti: 1

l'ho incontrato anch'io! Lo chiamano il poeta dei parchi. A me ha recitato questa:

Siamo gabbiani
che volano tra due pareti
piú strette delle loro ali,
tanto è limitato il nostro agire,
ma i libri
si aprono come finestre
che ti sfuggono
dalle mani
per una raffica
di vento

Scritto da: pepita il 27 March


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