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fertilitÀL’età fertile della donna comincia dalla prima mestruazione e finisce con la menopausa. In media, il periodo in cui una donna è fertile, va dai 12 ai 49 anni. La fertilità subisce variazioni dovute all’età e allo stile di vita. Una donna al di sotto dei 26 anni ha il 50% di probabilità in più di essere fecondata, rispetto a una donna dopo i 34 anni. Anche l’età del partner è un fattore importante, infatti la fertilità dell’uomo comincia a calare dopo i 30 anni. Secondo le teorie accreditate fino ad ora, ogni donna nasce con un numero fisso di ovuli che dispensa nell’arco del suo periodo fertile. Man mano che la donna invecchia, gli ovuli si impoveriscono numericamente e dal punto di vista genetico, fino a esaurirsi. Studi recenti hanno però aperto la ricerca scientifica verso possibilità diverse. Secondo un articolo pubblicato sulla rivista britannica Nature, le donne potrebbero non avere un numero fisso di ovuli. Al contrario, potrebbero continuare a produrre ovuli per tutto il periodo fertile. Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’Harvard Medical School, che hanno preso in considerazione quattro diversi esperimenti sui topi e hanno osservato una serie di indicatori, arrivando alla scoperta della rigenerazione degli ovuli. Se i prossimi studi confermassero che questo meccanismo può avvenire anche nelle donne, si compierebbe una vera e propria rivoluzione nella concezione della fertilità e nelle terapie ad essa collegate. Nei paesi industrializzati la fertilità è minore rispetto ai paesi in via di sviluppo. Le cause possibili sono molte e diverse, ad esempio lo stress, l’inquinamento, l’alimentazione. Ma anche cause imputabili ai cambiamenti genetici e delle abitudini sociali, come l’aumento dell’età in cui le donne decidono di avere figli. Per una donna con un ciclo regolare, i giorni in cui è fertile possono essere calcolati sulla base del ciclo mestruale. Il calcolo dei giorni fertili si basa sul metodo Ogino-Knaus, che prende il nome dal medico giapponese K.Ogino e dal il medico austriaco H.Knaus, che nel 1923 scoprirono l’esistenza dei giorni fertili. Precedentemente si pensava che la donna fosse fertile tutto il mese. In una donna con ciclo mestruale regolare della durata media di 28 giorni, l’ovulazione avviene in genere tra il 13° e il 15° giorno. Il conteggio dei giorni inizia il primo giorno della mestruazione precedente. Il periodo fertile è quello a cavallo, ovvero tra il 10° ed il 18° giorno del ciclo. Si tratta di un metodo utile alle coppie che stanno cercando di avere un bambino, ma è da sconsigliarsi per fini anticoncezionali. Durante l'ovulazione si verificano cambiamenti nella temperatura basale, nella composizione del muco cervicale e della parete dell’utero (endometrio). La temperatura basale (in inglese basal body temperature, BBT) è la temperatura basica del corpo umano e la sua misurazione può dare indicazioni sullo stato dell’ovulazione. Nei giorni prima dell'ovulazione è in genere più bassa (ad esempio tra i 36.3° e i 36.7°), mentre dopo l'ovulazione aumenta di almeno 3 decimi di grado (arrivando ai 37° o più). Il muco cervicale diventa trasparente e ha una consistenza filante. L’endometrio si ispessisce e aumenta la vascolarizzazione, preparandosi ad accogliere un’eventuale gravidanza. Trascorsi i giorni fertili, se non si è verifica nessun concepimento, l’ovulo verrà espulso con la prossima mestruazione. Non tutte le donne possono essere fecondate. Esistono, infatti, diversi tipi
di infertilità (o sterilità). E’ una condizione
che riguarda dal 13% al 16% delle coppie in età fertile. L’infertilità è l'incapacità di concepire o gestire una gravidanza. Esistono un’infertilità primaria e una secondaria. La prima riguarda le coppie che non sono mai riuscite a effettuare un concepimento, la seconda riguarda quelle coppie che non riescono a portare a termine una gravidanza. |
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