la sindrome premestruale
La sindrome premestruale comprende una serie di disturbi fisici, psichici
e comportamentali, che colgono la donna nei giorni precedenti alla mestruazione,
in certi casi fino a una settimana prima, in coincidenza della fase luteinica.
I diversi sintomi della sindrome premestruale agiscono in sinergia, presentandosi
anche tutti insieme.
Storia della Sindrome Premestruale
Le credenze e le superstizioni ricamate sul periodo mestruale, hanno contribuito
a creare l’idea della donna come essere “impuro”. I disturbi
che accompagnano la comparsa delle mestruazioni, solo recentemente hanno avuto
un riconoscimento sotto il nome di sindrome premestruale.
Si hanno testimonianze che già dal IV secolo, in Grecia, i medici avessero
osservato atteggiamenti fuori della norma e sintomi dolorosi in “quei
giorni”. Nel 1931 il neurologo Robert Frank individuò un disturbo
psicologico che chiamò “tensione premestruale”, attribuendolo
erroneamente al cattivo funzionamento delle ovaie. Nel 1953 Katharina Dalton,
ginecologa inglese, pubblicò sul British Medical Journal i risultati della
sua ricerca sulle manifestazioni del ciclo, coniando insieme a Greene il nome
di Sindrome Premestruale (PMS). Sotto questo nome ad oggi sono
stati osservati oltre 150 sintomi.
La stessa dottoressa Dalton fondò la National association of premenstrual syndrome (www.pms.org.uk).
Ancora oggi la PMS è oggetto di ricerche, volte a svelare tutti i segreti
che coinvolgono i complicati equilibri del ciclo, con l’intenzione di individuare
i possibili rimedi.
Un altro aspetto da considerare è l’influenza che la sindrome
premestruale ha dal punto di vista sociale sulle pari opportunità. La
PMS incide in modo significativo sui dati che riguardano l’astensione dal
lavoro, ma anche nei tribunali, come attenuante nel caso di crimini o a svantaggio
nelle cause di divorzio e affidamento. |